Come comunicare la mia fantasia trasgressiva

Una volta che hai ammesso a te stesso le fantasie e i desideri più nascosti, sei pronto a fare anche il  prossimo passo: comunicarli al partner. Se anche lui ha fatto l’elenco delle sue fantasie, potete scambiarvi gli elenchi e il racconto dettagliato della fantasia più energetica, osservando durante la lettura:

  • Con quale fantasia del mio partner mi trovo in sintonia?
  • Abbiamo fantasie simili o complementari?
  • Con quale fantasia del mio partner ho delle difficoltà: forti giudizi, sensazione di rigetto, di schifo, mi rendono nervose?
  • Cosa penso che il mio partner pensi delle mie fantasie: le accetta, mi comprende con questi desideri, si sente stimolato? Oppure non mi stima più, mi considera un porco, mi considera  poco maschile o poco femminile, o pensa addirittura a lasciarmi?

Se osservi le tue reazioni corporee spontanee, i momenti che trattieni il fiato, i piccoli fulmini di eccitazione, le paure e ti accetti in queste reazioni, ricevi degli ottimi indizi su quello che saranno in futuro le difficoltà e i piaceri che troverai. Puoi osservare con la stessa accuratezza le strutture delle tua mente: quanta apertura ti permetti leggendo il segreto che il tuo partner ti ha appena rivelato? Un consiglio, che noi abbiamo sempre seguito in questa situazione, è: “Non ridere mai dei sogni degli altri”.

Se non hai un partner, o se per te è più facile confidarti la prima volta con qualcun altro che non sia il tuo partner, puoi anche rivolgerti a una chat-line, per esercitarti a parlare del tuo intimo ma in forma anonima. Oppure chiedere alla miglior amica o al miglior amico o a un tuo terapista di ascoltare le tue fantasie erotiche.
Comunicare le proprie fantasie più intime al partner ha un effetto sulla coppia. Finché le hai tenute per te, nelle segrete della tua mente, lontane dal partner, una parte della tua mente è trattenuta lì e con essa una parte dell’energia vitale: il potenziale ci sarebbe, ma non viene usato. Nel momento che le condividi con il partner, quella parte di te che hai tenuto in serbo, diventa disponibile nella relazione e ringiovanisce il rapporto. Questo non vale per fantasie di poca importanza o per pensieri passeggeri, ma per quelle fantasie che affascinano la tuia mente e che sono una fonte di eccitazione e di piacere erotico. Mettendoli sul piatto, arricchisci la relazione.

Fantasia nascosta e fantasia condivisa

Se preferisci non scambiarti le descrizioni, ma raccontare le tue fantasie a voce al tuo partner, ricordati che, indipendentemente da quali siano i tuoi timori, conviene esprimerle esattamente così come sono, come appaiono nei tuoi pensieri, come le hai descritte prima tra te e te nel tuo diario. Per molte persone e già trasgressivo ammettere al partner o a qualcun altro di avere fantasie che si discostano dal tradizionale modo di fare sesso. Quando ti accorgi che ti senti eccitato mentre stai per descrivere al tuo partner qualcosa che non gli hai mai detto, e subito dopo una censura interiore interrompe il flusso prima ancora che tu riesca a pronunciarlo, sappi che questo è assai normale. Arrivano frasi del tipo “Ma che sciocco” o “Questo non lo posso dire, altrimenti ferisco il partner” o “Questa idea me la tengo per me, tanto non mi capirebbe nessuno” che stroncano ogni impulso interiore, ogni desiderio, ogni novità. Se segui la tua censura, il risultato sarà che uccidi i teneri impulsi creativi che tendono a cambiare le dinamiche della coppia, e che questa con il passare del tempo diventerà noiosa, perché rimane ingabbiata nell’abitudini e nel conosciuto.
            Invece inizia a comunicare anche gli ostacoli nel parlare, descrivi le emozioni che accompagnano il tuo racconto e i commenti che fai tra te e te, come: “in questo momento mi vergogno di dirti queste cose” o “ho paura che tu giudichi le mie fantasie perverse” oppure “ho timore, mi sento subito inferiore”. Comunicando apertamente questi stati, porti chiarezza e consapevolezza nel dialogo e ti apri in modo sincero verso il tuo partner. Comunicando non soltanto la fantasia, ma anche come ti senti con essa, raccontando le tue gioie e i tuoi dolori, una parte delle tua attenzione è anche rivolta a te stesso, e questo dona alla tua comunicazione una maggiore interiorità. Se l’emozione diventasse troppa e senti che inizi a trattenere il fiato, prendi alcuni respiri profondi, chiudi per un attimo gli occhi per riprendere le sensazioni dentro di te, e poi continua a raccontare con esse.
Allora ti esprimi su un piano che va oltre il controllare la comunicazione, va oltre il ponderare le parole, ma esprimi ciò che avviene dentro di te e con questo crei un ponte tra corpo, mente e sentimento. La parola, oltre a comunicare al partner la tua vita interiore, diventa anche un mezzo per unire le parti in te, per riconciliare ciò che finora era separato in te. Aprirti a te stesso e aprirti al partner diventano la stessa cosa. 

citato da Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con Amore, Edizioni Mediterranee libro_trasgredire-con-amore